Francesco's profileMy way is recorder,indel...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    Una notte di luna piena

    La luna trasluce, al di là dei vetri,sugl'irti sentieri,stagliando le ombre in molteplici sfaccettature,argentando le chiome degl'alberi di tenue fosforescenza,e sfavilla su mille lucciole di brina.Reminiscenti precognizioni vagano per l'aria immota,densa di pregne e speziate essenze,permeando la mia pelle di ataviche sensazioni,di precognitive intuizioni,presenze all'unisono con la mia anima.Sale lenta sulla pianura e s'insinua diseguale tra gl'angoli corrosi delle case,sul selciato sconnesso delle viuzze immerse nel silenzio della notte,tra i cespugli profumati di rosmarino,nelle fratture del vallone di pietra arenaria,la nebbia, greve avviluppando ogni forma,penetrando ogni recesso,compattando questo vacuo mondo irreale,come un sudario lattiginoso.Fredde le prime gocce di pioggia cadono dissonanti sulle foglie e sui vetri come un pianto.
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    A summer

    Sull’ampia,silenziosa,soleggiata terrazza,incavata fra un mare di tetti rotti,mi lascio scivolar via, nell’incanto dell’aria sonnolenta di un meriggio d’estate,ad emozioni dense,intense come il profumo sensuale delle rose in decomposizione che sale a fiotti dal giardino,frammisto di salso sulla mia pelle.Languidamente inseguo i miei pensieri che  evaporano nell’indaco del cielo,e mi dissolvo nell’essenza pregnante di questo attimo che nel presente rievoca antichi sogni,precorrendo spazi di eteree dimensioni per introflettersi poi nella linerità dello stato attuale.Sul cotto di vecchi,consunti mattoni,rosi da soffocanti calure e sferzanti gelate,percepisco il calore che penetra il mio corpo,in  intime emozioni,librandosi poi per l’aria,satura di aromi e spezie,come il volo diseguale di una solitaria rondine,che ora sfreccia via dal mio sguardo,dietro la torre saracena.In questa continua,languida alternanza fluttua il mio io,cullandosi di sensuali mollezze,fino a non discernere più l’essere presente,in un domani già ieri.Affondo nel dubbio di inquetanti presagi,di dolci abbandoni d’oblio,di antiche passioni e nel battito di ciglia,che s’aprono al riverbero del sole,svanisce il sogno,mentre attonito mi ritrovo solo in una terrazza sperduta tra i tetti.Risento allora il sommesso cicaleggio che sale dalle viuzze ad interrompere le mie sconnesse,sfilacciate e languide fantasie,riportandomi alla realtà di questo meriggio d’estate che lentamente si fà sera.Lontano,laggiù le prime lampare vanno al largo,scivolando sonnacchiose sull’onda,ed a nord fuochi s’accendono per la calura,arrossendo l’orizzonte che dolcemente s’abbrunisce . 
    005d Tramonto

    Rintocchi

    Rintocchi lontani,ovattati, fra scrosci di pioggia sferzante,nel silenzio di questo grigio mattino d'autunno.
    Nella stanza buia e fredda,solo fantasmi notturni,con il sapore amaro del risveglio,svaniscono nella realtà dura,eguale del giorno che s'apre.
    Riprendo a vagare con la mente nei sogni,che dolci e langudi si dissolvono tra le ciglia e s'involano oltre il soffitto.
    Mi lascio cullare da questi lenti rintocchi,aggrappandomi a fluttuanti farfalle che fuggono verso storie lontane.
    Colline di arenaria,biondi pianori di grano,macchie svettanti di pini,fioche luci di lampioni che si spengono via via lungo le strette viuzze,riflettendo arcobaleni sul selciato imperlato di pioggia.
    E libero nei campi ,in caldi meriggi d'estate,pazze corse,incespicando sull'umide zolle,cercando tra gl'alberi un nido,poi stanco e felice,nella luce incerta della sera,tuffarmi,al tepore della grande casa,nell'abbandono d'un abbraccio. Ruderi 

    A history

    140900b6mtfcvffzNotte di plenilunio,nel silenzio delle ore che il sonno carpisce signore,s’eleva lacerante un ululato di animale ferito che da secoli,tra le viuzze del borgo, s’annida come sempre.Al grande portone con lo stemma gentilizio sul frontone,qualcuno batte,mentre uno scalpiccio s’ode in lontananza ed ogni luce s’accende. Una figura di donna pingue,in panni di ruvida stoffa,sale faticosamente,aggappata allo scorrimano,le ripide scale di pietra vulcanica,levigate dallo stropiccio di mille e mille persone,bisbigliando frasi sconnesse,intramezzate da incomprensibili invocazioni. Una figura di donna pingue,in panni di ruvida stoffa,sale faticosamente,aggappata allo scorrimano,le ripide scale di pietra vulcanica,levigate dallo stropiccio di mille e mille persone,bisbigliando frasi sconnesse,intramezzate da incomprensibili invocazioni. Una figura di donna pingue,in panni di ruvida stoffa,sale faticosamente,aggappata allo scorrimano,le ripide scale di pietra vulcanica,levigate dallo stropiccio di mille e mille persone,bisbigliando frasi sconnesse,intramezzate da incomprensibili invocazioni. L’enorme camino viene attizzato,ravvivata la fiamma,e ai lati su ruvide panche prendono posto figure che,al riverbero della luce,allungano sulle pareti ombre grottesche. Accoccolato,assonnato,frastornato in quest’aria greve di fumo,acre di pino,stò ad ascoltare quel fitto parlottare,in una cadenza famigliare,di lingue ormai perdute. I loro gesti sono ampi e lenti,i visi scolpiti dalle rughe del tempo e dalle ombre e luci della fiamma,le voci grevi tra pause di ensoso silenzio,mentre il fuoco zaffa piccole comete,che vanno spegnendosi,come lucciole,tra le pieghe dei mattoni scuri e corrosi. D’improvviso mi ritrovo solo a rigirare tra le mani l’attizzatoio,rimestando tra le brace che, pian piano,languide,si spengono nella cenere. Nella semioscurità,tra gl’archi che si perdono nel vuoto delle volte di qesti enormi soffitti,riodo quel grido d’animale ferito,come un soffio che evapora nella memoria dei ricordi. L’antica pendola scocca,in un angolo,i tocchi eguali di secoli in sincronia con i ritocchi della settecentesca chiesa barocca,stretta tra vicoli e piccole case di calce. Raccolgo un pugno di sterpi nel freddo della grande cucina per ravvivare nello stentato e misero fuoco vetusti ricordi,lontane memorie,sfuocate immagini,mentre già l’alba rischiara, tra i pesanti tendaggi damascati,timidi raggi nel silenzio di questa stanza,ove il tempo s’è fermato ad una notte ormai lontana.   

    A dream

    Un enorme e tozzo palazzo decadente,ove il buio di antichi presagi,di fugaci,eteree  presenze, è interrotto, a tratti,da fasci di luce che accendono visi di antichi dipinti nell'aria greve di esotici profumi,di decadenza,come nebbia che ammorba le infinite stanze,enormi e desolate cripte.D'incanto rivedo un fanciullo,con i suoi tristi occhi neri, frugare tra polverosi libri sdruciti,consunti,assorto in un magico gioco, nella ricerca di memorie stralciate di vita,di storie sopite nella polvere dell'oblio,mentre lenta scivola via la sabbia dalla clessidra del tempo.Solenne avanza una figura senile  mentre una voce dolcissima percorre quegli spazi infiniti.I loro occhi s'incontrano e di schianto mi ritrovo solo,con un vecchio manoscritto fra le mani,mentre soffio dalle pagine ingiallite una nuvola di polvere  che evapora nel chiarore incerto dell'alba. 
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    My life

    006 LandscapeI miei sogni,la parte più serena della mia vita è legata al paese,alla campagna,ai profumi  di mlille fiori,a pianori di grano verdeggiante e poi giallo sotto la sferza del sole di giugno,agl'alberi contorti di ulivi,abbarbicati sui costoni di terra arenaria,alle macchie svettanti di pini marittimi,su cui si posava in ampi cerchi un falco,alle stradine acciottolate,all'imponente palazzo normanno,coi suoi immensi saloni e le terrazze e per un bimbo pregne di eteree presenze e mistero,e lassù quell'azzurro  stupendo che all'imbrunire s'incendiava nel mare e dolcemente s'ammantava di stelle,mentre le prime lampare prendevano pigramente il largo.La grande casa,la mia famiglia,la mia storia,che il tempo s'è portato con sè,un mondo lirico,agreste,felice,il mio orgoglio,la mia avventura,continuazione di una saga famigliare,che si perpetua di generazione in generazione,ora è in me.

    Memory a time far away

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    Bianche case di calce sotto il sole,una chiesa barocca diroccata,all'ombra di un secolare gelso,il chiostro deserto,nella luce accecante ed invaso d'erbacce,il vecchio portone del convento arrugginito,file di carretti colmi di sacchi di grano,fontane prodighe di limpide,fresche acque e di oziosi sogni.Stradine polverose tra file d'ulivi ed una vecchia casa con le sue assolate terrazze,da cui si vedeva il mare,lontano,al di là delle colline.Lenti rintocchi di campane,dolcezza di meriggi autunnali,giochi innocenti di fanciulli,candidi fiocchi di neve,profumi di mille fiori ed erbe aromatiche,stralci di vita vissuta,fogli sbiaditi del tempo che il vento disperde come foglie morte.
     

    Virginia

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    Ci conoscevamo ancor prima d'incontrarci,un filo invisibile univa già le nostre anime e sintonizzati captiamo l'un l'altro i più intimi pensieri.Come l'arco sà quale nota trarre dalle corde previeni,con uno sguardo,ciò che le mie labbra stanno per pronunciare e la mia estrema sensibilità s'acconcia, nella tensione, alla tua intuizione.Ed ecco percepisco compiutamente l'essere parte integrante dell'immenso accordo,come una rosa che dischiude i suoi petali al primo tepore,la mia anima s'apre impudicamente virginale.Incontro  armonioso,totale,come due gocce d'acqua che si fondono a terra in un unico elemento,che le univa in cielo,affinchè il tutto si ricomponga nell'ordine immutabile dell'Uno. 

    My painting....Emotion for imges

    La mia pittura nasce dall'assoluta necessità d'estrinsecare una personalità emotiva rappresa,racchiusa nel guscio di obiettive esperienze,di una routine che adombra l'intima essenza della realtà.L'approccio primario è ora saltato da questa esclusiva esigenza.Le parole emergono dal colore come dallo specchio del tempo,un'eco che percorre spazi siderali in un tentativo estremo di evocare nel riflesso l'essere presente di un futuro di cosmiche esperienze di ieri.Tutto ciò,ora,viene scompaginato,sconvolto e la meticolosa disposizione del colore sta a sostituire le parole,colore che diviene sempre più messaggio espressivo,ma ancora verbale.Una nuova vibrazione si fa luce fra le linee cromatiche,una ricerca di essenzialità diviene emotiva esperienza nel rammentare ataviche sensazioni reminiscenti,coagulandosi in un caldo impasto di nobili cromatismi.Memorie,miraggi,sogni di porpore,di ori,d'indaco di bizantini mosaici riaffiorano nella luce incerta,tra la notte e il giorno,del confine d'un orizzonte infuocato di una fatiscente Venezia seicentesca.Le linee si spezzano,si frammentano nello spaziale spessore d'un cromatismo che pulsa vivo,nel suo essere concretamente presente e la tensione aumenta,caricandosi di liriche pulsioni,esasperate dall'estenuante ricerca di un'intima essenzialtà.I fondi si addensano,si rapprendono in continui lampi di luce per poi epandersi negl'ori di surreali presenze,nella profondità di infiniti silenzi pregni d'indaco,dolce e violento sui sensuali sfondi ocra,un'emozione di rara intensità.Il colore si anima di vita propria,esige una compartecipazione dell'Id,libero da usuali strettoie routinarie per introflettersi in sè,scaricando tutta la vis di piena luce.Un magma che irrompe oltre il diaframma del reale in una nuova emotivtà espressiva dell'impasto.Emergono così antiche e sofferte memorie,passioni mai sopite,slanci da troppo tempo racchiusi,frammentando la ruvida scorza d'una tediosa e troppo lucida intellettualità.Le tele si dilatano in un ampio respiro di azzurri orizzonti,nei vermigli bagliori,in una spasmodica ricerca di eterei confini per ritrovare,nei riflessi di luce irreale una memoria,la storia, sempre nuova,dell'Uomo.
     
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    Trasmutazione

    Come l’alchimista,nel crogiolo della vita cerco la pietra filosofale,per trasmutare la mia esistenza nello stupore d’un attimo,ch’è eternità,nel sogno d’un Eden perduto. Nell’afflato infinito dell’universo carpirò  la gnosi di cosmiche essenze,oltre la dimensione spaziale e temporale,perforando l’ultimo diaframma,finchè la mia estenuante ricerca sfocerà nella pregnanza dell’utopia.Straniero al quotidiano,ricerco la linfa vitale dell’arcano esistenziale,per poi riviverlo,estatico,in un volo senza fine.140907sslj7z1bgv

    For my only love...

     
     
    A music, a voice, feelings, scents, vertigo of the heart... The lampare in sea are ignited, in wrap silverplated of the full moon....and you? Shadow between the shadows of the night, waves break  on the reef, a voice, a song… and you? Traces of Love on the sand, in the ray of the moon....only ..your face...
     

    Ecstasy

      
      
    Light it is the caress of the wind, sensual its breath, than to me door, with the scent of the roses, your image. In the wind, under to stars sky, a song is raised in the air, saturates of aromatic fragrances.  The melody of the love, romantic in its sweetnees, crazy of limits, divine in the moment of the ecstasy. Moment of malia, my soul to me speaks about you and I to you will give and steal the love, than now in me,in you, it lives.  
     

    My everything...forever..

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    Intense the scent of agrest holes fills up the air, far fires reddens plains and the hills, the wind caress your ace. Night of falling stars, night of love, in I reverberate that it covers to us in the abandonment.
     
     
     
     

    images.suggestions......watertight.

    Un bagliore di fuoco lacera l'orizzonte,una ferita nel ventre di questo oscuro cosmo,arrossando i contorni delle colline,insinuandosi nei valloni,adombrando le cime degl'alberi di purperee ragnatele,morendo nello sciacquio del torrente,sui tetti sconnessi,negl'angoli delle case.Tutto tace in questo melanconico paesaggio crepuscolare,solo una voce per l'aria immota vaga senza posa,l'eco eguale dilata la sua triste invocazione.La luce livida della luna rischiara,a tratti,il biancore di calce dei lontani casolari,mentre l'ombra della notte si posa come un sudario su ogni cosa,nella eterna lotta tra il visibile e l'invisibile,e la realtà si distorce in mille frammenti,sfumando dolcemente nei ricordi di meriggi assolati,dell'incanto di languidi tepori di estive serate e di albe radiose,ormai lontane, che svaniscono nel buio di questa notte, senza stelle.
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    Simbolismo

    Gabbiano nel tuo volo ,radente l'onda,porta il mio cuore lontano,oltre il confine effimero dell'azzurro,tra gli spruzzi della risacca.Porta i miei sogni a precorrere spazi infiniti,in un ultimo anelito,con il battito eguale,ritmico delle tue ali,fino a svanire nel fulgore accecante del sole sulla spuma del mare,in un ultimo tramonto di fuoco,nell'oblio  della sua vastità .
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    Light and shadow

    Quanto tempo è trascorso,forse secoli,non rammento che folate di vento gelido che hanno spazzato via il ricordo,foglie ingiallite ai lati del viale.Scrosci,tempeste di pioggia,secche frustate hanno squassato le imposte,gl'arbusti rinsecchiti sul balcone,scheletri vitrei,vivono un letargo senza fine in questo crudo inverno che spegne anche l'ultima illusione.E poi,l'afa opprimente,d'estive giornate eguali,nel silenzio di queste mute stanze,in un tempo non più scandito da risa gioiose.Tutto è lontano,come le stelle,la luna,in notti risucchiate dal cielo di pece.Ti consuma questo incessante riandare nel fardello del passato,in mille pensieri proiettati in un futuro, annientato nel vuoto presente.
     
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    Metamorfosi

    Nel tuo viso impastato e deturpato dal cerone gessoso della scena non vedo che gl'occhi.Le mie mani scivolano sulle scaglie che sbricciolano tra le dita,frugando poi nella poltiglia di polvere e si rinserrano spasmodicamente per trattenere ancora un fremito di ciò che un dì fioriva nella luce incerta di illusione.E ritorno a fissare quegl'occhi vuoti di pianto,di passione,di vita e non so più se la mia realtà,il mio presente è qui tra noi,se le parole non dette sono ancora tra noi,se il vissuto,attimo per attimo,è ancora in noi o se aleggia nel presente il fantasma di un passato,che non è mai stato.Tramonti,fuochi,colori,emotive sensazioni si riaffacciano e trasmutano il mio essere in un continuo divenire,senza posa,spostandomi incessantemente in una dimensione nuova,seppur antica,dove il mio io si frantuma,implode come una trance continua,fino a ritrovarsi al di là di quella maschera distorta.
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    Metafora

    Fantasy03
    Un’aquila veleggia maestosa tra rupi scoscese,in un tramonto di fuoco ed il suo stridulo grido si perde tra le gole dei monti.Nei suoi occhi v’è il rimpianto di un vissuto svanito nel vento del tempo,di spericolate peripezie nel cielo terso,di serene giornate a rimirare valli e contrade,di albe che indoravano le cime dei pini secolari,di caleidoscopiche perle di rugiada, ai primi raggi del sole,su mille fiori,di gioia di vivere nell’estasi delle lente planate sull’incontaminata natura e virate lassù, fra i cirri rosati.Un’ombra nel vemiglio tramonto sull’orizzonte che và oscurando,preludio della notte che incombe,svanisce nell’ultimo estenuante volo,cercando ,oltre le tenebre,un sogno che muore là dove il sole s’immerge in mare.

    My travel…

    Nave
    La mia estenuante odissea non è finita.Ho solcato mari misteriosi,ho fatto scalo in porti d’oblio esaltandomi in una incessante trasmutazione,nelle nebbie  dell’incerto divenire.D’una nave imponente  nelle sue veleggiature,ardita nella sua elegante linea,non rimane che una misera zattera,in balia della capricciosità delle correnti.Il superbo nocchiero di un tempo è un naufrago lacero,stanco e negl’occhi il terrore di un viaggio senza meta.Eppure  quanto coraggio,quanta tenacia per superare il confine dell’impossibile,in una lotta disumana,quando la furia degli elementi lo ricacciava dall’agognata meta.Nel volto bruciato dal sole,affilato dalla sferza del vento,solcato dalle rughe del tempo,arde ancora la fiamma di uno spirito mai domo.Netta si staglia nel bagliore della tempesta la sua ruvida figura ed i suoi capelli hanno riflessi d’argento.Ma quando ad essa succede la bonaccia,i suoi occhi incavati si perdono smarriti nella distesa infinita,immota,plumbea del mare ed il nulla gli appare in un orizzonte senza fine.Cielo e terra sono un’unica sfera di piombo e greve,densa,lenta la nebbia s’alza offuscando ogni parvenza di vita. 

    Preghiera

    y1pnZO8Sx1kTXaOnjUn7OXGeYczxHx5cmsFwH6urVZ98qmWetbnkjGNNW7pboqIf_PYols7tqtf0KZmqc14BO0hOJRfWDNC140JPadre, non lasciarmi solo in questa cupa disperazione,quando le certezze vengono meno e fiaccano il mio spirito tanto provato.O Signore io Ti invoco,pervadimi del Fuoco Sacro chè rinvigorisca le membra stanche,lenisca il dolore di questo mio corpo spezzato,alimenti ancor più la mia anima alla estenuante ricerca di fede infinita,affichè prolifico sia il mio dolore.Fammi scorgere,seppur indegno,un segno della Tua presenza,sicchè la mia preghiera ritorni forte sulle mie labbra aride,allentando la morsa del maligno inganno;e dalla stretta dolorosa  mi pervada,come linfa  vitale,un dolcissimo languore nell'abbandono totale.O mio Dio,dammi la forza corroborante dell'accettazione serena,perchè non sia sterile,come seme tra le ortiche,il mio dire orante ed il dolore non sia solo disperazione,ma Amore di donare.