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日志


3o frammento di un Romanzo

Sbuffi di fumo acre,odorosi di pino,s'alzano serpeggianti dai comignoli del vetusto palazzo normanno,sovrastante il gruppo di case bianche di calce e sull'acciottolato,umido di pioggia rumori di zoccoli, di scarpe chiodate s'odono nel buio di questa fredda notte,e tra folate di vento gelido voci sommesse dietro il vetusto portone richiamano l'attenzione della servitù.Agnese ed Ignazio si preciptano giù per le scale,levano i chiavistelli,alzando la sbarra centrale,e con un cigolio di cardini arrugginiti spalancano il portoncino centrale per fare entrare al riverbero  dei lumi alcune figure infagottate in pastrani e mantelli di foggia militare.La fantesca non puòtrattenere un grido di felice sorpresa quando riconosce tra loro la figura snella ed alla fioca luce della lanterna il viso dai tratti morbidi, a lei molto caro, di Alfonso,il giovane conte.E d'impeto lo stringe a sè,stretto al suo seno,come un dì quando era la sua balia.Lontano cugino di Donna Ines,attraverso complesse parentele,sin da bambini li aveva uniti un sentimento profondo,che col tempo s'era trasformato in un amore.Lunghi capelli neri ondulati incorniciano un viso dai tratti regolari,il naso diritto sulle labbra carnose,gli occhi scuri scintillano penetranti sotto le ciglia,conferendo allo sguardo la sicurezza e lealtà.Tratti che ripercorrono la genealogia fisionomica della sua antica e nobile stirpe normanna.Ufficiale del regno di Napoli,era rimasto estraneo ai venti di novità della carboneria ed all'avvento del nuovo Regno d'Italia,dei Savoia,la sua fede restava salda alla parola data,ancorata ai saldi pilastri di onestà e coerenza della sua stessa natura.Realista,non poteva dimentcare,nè abiurare al giuramento dato,il suo onore lo imponeva.Ora che i Borboni erano in esilio,per i nuovi governanti era un fuorilegge,amico di briganti poichè tesseva contatti con le bande del brigantaggio in Puglia,nell'estremo ed effimero tentativo di riportare il Re al potere.Questa era la sua situazione quando bussò nella freddissima notte di dicembre al portone del palazzo dei D'Aloe e nell'abbraccio della fantesca ritrovava il calore della famiglia e dietro di lei il viso amato di Donna Ines. 
 
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2o frammento di un Romanzo

All'alba,ogni risveglio gli procurava una rinnovata gioia,rinato per una nuova avventura che si sarebbe conclusa,con le prime ombre della sera nei sogni.Lo soddisfaceva la piena consapevolezza di sentirsi vivo,di essere sempre se stesso,di rubare ad ogni giorno uno stimolo,una nota,un'emozione che si aggiungeva con gl'anni ad un bagaglio interiore.In quell'ora della sera,quando i sensi si affinano in languide melanconie,Vincenzo ricercava oltre la vetrata di una finestra del palazzo,tra i riflessi del tramonto quella figura di donna ormai familiare ad oniriche intime emozioni.Così si lasciava trasportare da un flusso di vivide sensazioni interiori sicchè il suo canto diveniva un dialogo per una interlocutrice lontana.Più tardi,dopo una cena frugale,saliva al piano nobile per discutere con i famigli i lavori del giorno seguente nella convinzione di vedere lei,di averla sua in quel vetusto eremo,accontentandosi d'altro canto di intravederne soltanto la sua figura.
 
Ruderi

Frammento di un Romanzo

Come ogni giorno Donna Ines inizia la sua vita eguale,tra quelle mura familiari,lontana dalla momdanità frivola,nel suo mondo ricco, nella sua scandita ritualità,dell'essenza serena delle piccole cose,di quel microcosmo piccolo ma limpido come l'azzurro del cielo,pregno come il turchese del mare vicino,dolce come l'alba che dipinge di rosa i cirri.Non più giovanissima,come una rosa nel suo massimo fulgore la si vorrebbe preservare dal fatale declino,così lei era nella sua pienezza di donna.Affacciata ad una delle tre terrazze,racchiusa tra i tetti,da cui si può ammirare l'ampia ,sterminata pianura ,interrotta da basse e tozze collinette,respira l'aria tersa,densa di umori,di lontani aromi che il vento riporta dalle vallate,dalle macchie di lavanda e sente intensamente la sua femminilità,nella sua interezza, estaticamente esaltata,come poche volte le accadeva,unitamente ad intenso desiderio di donarsi,di offrirsi ad intimi sogni.Giù,quel gruppo di case arrocate allo svettante campanile le appare come un presepe,immerso nel silente biancore della neve,illuminate dalle prime luci dell'alba,che s'insinuano tra le viuzze ancor buie,mentre i lumi dietro le finestre si spengono via via all'ultime dolci intimità.
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Sensazioni

Nel meriggio che dolcemente si fa sera ed il sole s'immerge incendiando il mare,mi ritrovo ad oziare nelle viuzze pregne di spezie ed umori,tra il cicaleggio di gochi infantili.Luci s'accendono alle finestre inghirlandate da collane d'aglio,come esorcismi contro gl'ignoto che vaga per l'aria,al di fuori,braccato da secoli di atavica superstizione.La notte come un sudario merlettato affonda le sue pieghe sulle case di mattoni e pietre sconnesse,artigliando, con la bruma che sale, le utime incerte figure,gli spigoli,l'acciottolato e la mente va a lontane memorie,a fuochi che s'accendevano sulla collina e pianori tra le stoppie sferzate dal favonio,divampando,artigliando l'arida radura,incendiando il cielo nella calura irrespirabile e lontano le prime lampare lentamente prendevano il largo.E pian piano s'allungano le ombre della notte,mentre la luna s'eleva sul mare,abbrunando i canaloni d'arenaria,argentando le cime dei pini marittimi lungo i declivi,mentre le stoppie sbuffano  le ultime lingue di fuoco.Alta è ormai nel vuoto catino d'un cielo di palpitanti stelle,schiarendo le ombre delle piccole case,biance di calce,che s'avviluppano fra loro attorno alla seicentesca chiesa ortodossa,in un gioco di finestre,arcate,lampioni,inferriate,in una spirale di fioche luci,di sbalzi di terrazze che s'aggettano nel vuoto del pianoro,di tenui colori pastello verso lo svettante campanile e la torre adiacente e tutto s'adombra di languida malinconia.paesaggi3d56

Remember...old time

In un viottolo oscuro,di ciottoli viscidi di pioggia,tra rigagnoli e pozzanghere,una piccola figura avanza a rapidi passi irregolari verso un fatiscente palazzo,che s’erge possente fra le basse casupole bianche di calce.Nell’aria tagliente s’effonde il profumo aspro dei ceppi di alloro,di pino frammisto all’odore dolciastro di intonachi marcescenti,di rosmarino e salsedine.Il cielo bigio si và schiarendo verso il mare,spumeggiante e corrucciato e dalla terrazza di tufo s’aprono,nel chiarore di questo pomeriggio d’autunno, colline e pianori.Qualche passero radente sfreccia nel silenzio,uno scalpiccio di zoccoli sul selciato sdrucciolevole,un fischio lontano nella radura  si perde nell’eco,una fioca luce di candela su una piccola finestra,mentre melanconica s’alza una voce,un canto triste che rompe il silente meriggio.Nella buia stanzetta di un basso,scoppietta un azzurrognolo e fumoso fuoco di truccioli sotto un barattolo di pece, sull’incudine picchia monotono,sordo,tra schizzi di scintille il maglio e dietro un vetro rotto,polveroso, un viso scavato  da rughe mi segue senza espresione.Oltre l’angolo un vecchio portone intarsiato dalle intemperie,si dischiude nell’oscurità  di un’umida,ampia entrata di pietra ad una rampa di scale che s’inerpica tra gl’archi nella semioscurità rappresa di umori,e dai colpi del battocchio affiorano presenze di chi un dì m’ha preceduto ed ora,come ieri,m’attende.
Dream

Una notte di luna piena

La luna trasluce, al di là dei vetri,sugl'irti sentieri,stagliando le ombre in molteplici sfaccettature,argentando le chiome degl'alberi di tenue fosforescenza,e sfavilla su mille lucciole di brina.Reminiscenti precognizioni vagano per l'aria immota,densa di pregne e speziate essenze,permeando la mia pelle di ataviche sensazioni,di precognitive intuizioni,presenze all'unisono con la mia anima.Sale lenta sulla pianura e s'insinua diseguale tra gl'angoli corrosi delle case,sul selciato sconnesso delle viuzze immerse nel silenzio della notte,tra i cespugli profumati di rosmarino,nelle fratture del vallone di pietra arenaria,la nebbia, greve avviluppando ogni forma,penetrando ogni recesso,compattando questo vacuo mondo irreale,come un sudario lattiginoso.Fredde le prime gocce di pioggia cadono dissonanti sulle foglie e sui vetri come un pianto.
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