Francesco's profileMy way is recorder,indel...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
My way is recorder,indelible,in the book of LifeIl Nuovo Romanticismo...parole,immagini,emozioni |
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You in my lifeNuda in estenuanti cavalcate sul tuo morello preferito,tra gli schizzi degli zoccoli sull'onde che s'infrangono sulla riviera;il tuo corpo bellissimo delineato dai raggi del sole,curvo mollemente al ritmo del galoppo,rivela ad ogni movimento la perfezione delle curve di una venere,mentre il sole t'avvolge in un caldo,sensuale abbraccio e la brezza pregna di umori leviga la tua pelle di seta facendola vibrare di emozioni intense,nella cosapevolezza di una intima gioia di vivere,di essere partecipe dell'incanto d'una natura incontaminata,primordiale,selvaggia fino a perderti con essa in unico respiro d'intensa sensualità.Poi, tra le mie braccia,t'abbandoni nell'incanto di un amplesso,per sentirmi in te,in un'unione estatica,attimi che trascendono la dimensione reale per sconfinare in un' emotiva percezione di compenetrarsi totalmente, simbiosi senza limiti in un corpo solo.
Tu,sempre tuDorme l'assolata campagna,stormi d'uccelli zigzagano nell'aria,un casolare bianco di calce tra gl'olivi mentre all'ombra di una quercia cerco sulle corde la melodia della nostra canzone.Il sole alto nel cielo turchese bacia le dune e la risacca schiumosa di mille faville fosforescenti sul tuo corpo che s'immerge fra le onde.Intenso,stordente il profumo di salso e ginestre empie l'aria,lontani falò incendiano l'orizzonte di brulli pianori,carnale la carezza del vento,sensuale il suo respiro su di me e sul tuo corpo disteso languidamente sull'arenile,avvolgendolo in intime sensazioni.Brevi attimi di estatiche emozioni di un amore che non potrà mai finire,anche se tutto ciò domani finirà,mentre la brezza lieve mi riporta parole mai dette tra noi,parole incise sulla sabbia che un'onda, ritraendosi,porta via con sè.
per te,foreverUna melodia,una voce,sensazioni,profumi,vertigine nel tonfo lieve del cuore.S'accendono lentamente le lampare a mare nella fascia argentea del plenilunio,e tu?Ombra tra le ombre della notte,onde s'infrangono schiumando sulla scogliera,il globo argenteo emerge all'orizzonte nell'incanto di un canto lontano,nel vento pregno di salso e rosmarino.Notte serena trapunta di stelle che palpitano nel nero velluto del cielo.Un pierrot inizia il suo cantico e dal violino s'eleva,nel magico silenzi agreste,struggenti note.Attimo di malia,perle di rugiada su petali carnosi delle rose,sogni,scie luminose s'estinguono nel buio del nulla,ma la mia anima mi parla di te,ed io ti darò e ti ruberò l'amore,che ormai in te,in me vive.Amore,romantico nel suo idilliaco candore,divino nei suoi estatici smarrimenti,folle nei suoi ardimenti,eterno nei suoi attimi d'estasi,per sempre in noi sarà.
Caleidoscopiche emozioniNell'afa opprimente della campagna,nella densità tiepida e sensuale che sale dalla terra riarsa da secolari siccità,tutto è torbida e mistica attesa di vibrazioni,di silenti assonanze interiori,mentre sulle zolle ruvide lascio scorrere pacato un fiume di fantasiose immagini;corrente d'inquiete,intense emozioni,che si dissolvono nell'azzurro squarcio fra le cime degl'olivi.Alzando il capo,a destra,le bianche case addossate,arrocate tra loro,s'inerpicano lungo il declivio della collina scavate nel tufo, a vari livelli diseguali ed alto il volo lento,circolare d'un falco nell'indaco del cielo,per poi perderlo d'un tratto in una picchiata improvvisa dietro la vecchia torre di una masseria,e giù tra la sterpaglia d'una macchia ombrosa s'alza malinconica una voce in un canto antico.Torno a quel gruppo di case che riflettono in un biancore abbacinante il rivebero del sole a picco,rinserrate fra loro,racchiuse da torri in sfacelo,sovrastate dal vecchio campanile,avviticchiate lungo il pendio,ove l'ampia terrazza è rotta,scomposta da una frana che s'insinua maligna nelle viscere cretose del terrapieno.Sulla spalletta di un muro due fanciulli stanno a rimirare,oltre il brullo pianoro,la vetta della Majella, l'insenatura dorata del mare,i carri che avanzano faticosamente le ripide stradicciole di acciottolato sconnesso,le prime luci dei casolari lontani,sparsi qua e là,mentre le prime ombre della sera avvolgono le anguste viuzze.Ed ancora assorto in questa visione,nell'illusoria ricerca di realtà che si frammentano,si scompongono in parvenze evanescenti non m'accorgo che,con l'oscurità,sfocano nel sogno. My soulNell'aria malinconicamente dolce e lieve d'una musica seicentesca percepisco la mia anima tendersi come la corda d'una viola,illanguidirsi nell'assolo d'un boe e dilatarsi nel largo di violini.E l'esatasi nelle vene fluisce pacata,come linfa lungo i tralci dei fiori al primo mattino,mentre la rugiada,stilla per stilla,scivola sui petali di agreste profumo.Una spirale d'emozioni m'innalza al di sopra dell'umano sentire,alle vette inacessibili dell'assoluto,in una tensione audace di slncio,come un dardo scoccato dall'arco va deciso verso il cielo.Il suono aspro e possente dell'organo squarcia la ruvida scorza del mio intimo e più segreto io,liberandolo ad un impeto ardente d'Amore,lava incandescente che divelto l'ultimo diaframma irrompe impetuosa ed infuocata tra i massi.E' la Vita,tavolozza da tempo abbandonata,che ritorna fra le mani e nella ruvida tela incrostata ridipinge un dipinto mai compiuto.
DimensioniNel sonno,quando l'io si libera dai lacci della fisicità,ritorna l'immagine fra i cocci dello specchio effimero e falso del giorno.Cocci che si scompongono e si ricompongono senza posa mentre una luce riveste l'immagine,rivelando dimensioni,prospettive di realtà mutevoli e soggettive.Ed in essa frughi,come in un vecchio,sconquassato baule nel fondo buio d'una soffitta,scoprendo tra logore cianfrusaglie un lontano frammento d'esistenza,traccia che rinnova un remoto rimpianto.Con esso riscopri in te l'eco,il profumo d'un ricordo,un petalo appassito tra le pagine d'un libro,per caso.Con ansia torni a sfiorare quegl'oggetti,stretti tra le dita,finchè non t'accorgi,mentre l'alba è vicina,che l'affanno di sempre serra la tua gola ed una lacrima è sui tuoi occhi,aperti nel crudo chiarore del risveglio
Ricordi lontani nel tempoUn rustico screziato dal rosso rugginoso d'un'edera rampicante sulla pietra grigia e sconnessa,il verde,corroso di salso,di persiane spalancate al tiepido sole di un mattino di maggio,l'acciottolato viscido che,serpeggiante,porta alla piccola insenatura,dove il fiume s'apre calmo in mare.Voci arrochite per la calura e la polvere,nella vallata dorata di grano,una vecchia cascina enorme e fatiscente,l'odore sensuale del fieno tagliato,covoni di grano nell'aia,papaveri e margherite sull'argine del fiume,un vecchio sonnacchioso sulla seggiola sconnessa di paglia,un bimbo e il suo sorriso,una donna con il secchio in bilico sul capo,una farfalla che si posa lieve su un fiore,una torre diroccata tra filari di pini marittimi e l'azzurro terso e turchino del cielo nei mei occhi,la carezza della sabbia sul viso,l'incanto felice delle piccole cose nei miei sogni infantili,che si perdono tra i riccioli dei cirri e nel vento.
5o Frammento di un RomanzoNel grande palazzo,massiccio e solenne,come un masso inamovibile nella corrente,tutto rimane inalterato;solo il tempo ed il nuovo ordine politico avrebbe scalfito quel mondo,smussandolo esternamente,come le interperie avrebbero corroso,sberciato gl'angoli,le arcate,i singoli mattoni,senza intaccarne l'architettura,così nulla poteva corrompere la vita che animava gl'interni e che solo l'alternarsi di vita e morte poteva col tempo dissolvere.Donna Ines è ora l'ultima discendente,unica erede di questa nobile famiglia,poichè il fratello Ermanno, giovanissimo,incappò nei primi rigurgiti bestiali della marmaglia,ammorbata dal vino e falsi ideali libertari,sobillata da mistificatori,che approfittavano di simili frangenti per il proprio interesse,volevano riproporre una rivoluzione di classe,liberandosi di una Monarchia fatiscente,per ricadere poi,ancor più schiavi, di un potere nuovo,accattivante e più duro.Altre uniformi,altri vessilli si sarebbero sostituiti per imporre una giustizia eguale,dove il Sud sarebbe divenuto un'appendice ancor più povera e dipendente economicamente.
Le giornate paiono eguali tra quelle mura,eppure ogni giorno v'è un fatto nuovo,un evento che scandisce ed anima quel piccolo mondo,pesese nel paese,e tutto ciò che accade all'esterno viene filtrato,enfatizzato,passando attraverso il vetusto portone,su per gl'umidi androni fino alle chiacchere dei famigli in cucina,per giungere rivisitato e rivissuto nei suoi particolari nei conciaboli del salotto.
Un'alba...Un'alba nuova va rosando con una carezza lieve l'orizzonte ancora oscuro del cielo,pingendo eterei cirri sospesi sull'onde schiumose,come ali di farfalla che sciamano per l'aere di questo mattino incantato.L'ultima lampara,lucciola sperduta,proietta il suo fascio luminoso sulla risacca che schiara.Già va aranciando un falce sul mare al largo,sfavillando sulle gobbe delle dune dell'arenile ancor freddo e le indora con i primi raggi il sole,che alto ora sull'orizzonte fuga le ultime ombre della notte,permeando l'indaco del cielo di mille faville fino ad accendersi d'incanto nel suo fulgore.Tra i cespugli profumati di malva trascina, assonnato,un pescatore il carico di reti,lasciando dietro sè sulle dune levigate dal vento,la scia dei suoi passi pesanti.Attimi sospesi nel tempo,battito di ciglia di un sogno lontano in quest'alba radiosa che lentamente muore nel giorno.
DissolvenzeSfoglio pagine mai scritte,frugando una parola,un frase per aggrapparmi a ritroso ad una storia che evaporò, come ora l'alito sul vetro della finestra,moti anni fà.Un lontano frammento di vita,una voce che oggi non trovo nel vento che scompiglia le chiome dei pini di questo monumentale sacrario.Muto,rabbioso solleva nuvole di polvere per giustificare lacrime vere sul viso,e tra le nubi uno spiraglio di luce s'infrange sulla pietra ruvida ove io ti cerco ancora,in una morsa dolorosa di non sentire più la tua presenza.Annaspo nel liquido viscido del dubbio,cercando la certezza dell'essere nel suo divenire,mentre respiro il profumo dolciastro del corruttibile,che solo nel mistero dello Spirito trova la fonte che spegne la sua sete di chiarezza e speranza.Una folfore rischiara l'orizzonte ed emergo a fatica da questa oscurità che opprime il mio io,nella sua interezza.Aspettando che tu mi chiami.
4o frammento di un RomanzoNella sua camera,seduta davanti al caminetto,Donna Ines tenta,invano,di concentrarsi sul romanzo che da tempo cercava di terminare,ma ora un'inquetudine,un dolce languore le impedisce la lettura.Posato il volume sul tavolino si appressa alla toilette per spazzolare i lunghi,morbidi,biond capelli,ma il suo pensiero il suo cuore è altrove,vaga per i meandri dell'austero maniero,alla stanza degl'ospiti dove Alfonso si riposa recuperando le fatiche del suo peregrinare, braccato dall'esercito piemontese.Al fine chiude le persiane,i tendaggi lascia uno spiraglio sicchè un raggio di luna fascia il suo corpo bellissimo,delinandolo nella sua nudità,nella penombra della fioca luce di un lume, e si abbandona languidamente sul talamo,lasciando liberi i suoi pensieri immergersi in fantastiche emozioni,in intime sensazioni che pian piano,tra le braccia di Morfeo,si trasferiscono nei sogni ,quando una notte inebriata del profumo intenso delle gardenie,i capelli scompigliati dalla brezza ,la sua pelle accarezzata dal sensuale respiro,pregno di esotici aromi,del vento,sotto un manto di stelle,nell'incanto di un attimo di malia,si donava,tra le braccia di lui,pienamente al suo amore fino all'estasi totale.
3o frammento di un RomanzoSbuffi di fumo acre,odorosi di pino,s'alzano serpeggianti dai comignoli del vetusto palazzo normanno,sovrastante il gruppo di case bianche di calce e sull'acciottolato,umido di pioggia rumori di zoccoli, di scarpe chiodate s'odono nel buio di questa fredda notte,e tra folate di vento gelido voci sommesse dietro il vetusto portone richiamano l'attenzione della servitù.Agnese ed Ignazio si preciptano giù per le scale,levano i chiavistelli,alzando la sbarra centrale,e con un cigolio di cardini arrugginiti spalancano il portoncino centrale per fare entrare al riverbero dei lumi alcune figure infagottate in pastrani e mantelli di foggia militare.La fantesca non puòtrattenere un grido di felice sorpresa quando riconosce tra loro la figura snella ed alla fioca luce della lanterna il viso dai tratti morbidi, a lei molto caro, di Alfonso,il giovane conte.E d'impeto lo stringe a sè,stretto al suo seno,come un dì quando era la sua balia.Lontano cugino di Donna Ines,attraverso complesse parentele,sin da bambini li aveva uniti un sentimento profondo,che col tempo s'era trasformato in un amore.Lunghi capelli neri ondulati incorniciano un viso dai tratti regolari,il naso diritto sulle labbra carnose,gli occhi scuri scintillano penetranti sotto le ciglia,conferendo allo sguardo la sicurezza e lealtà.Tratti che ripercorrono la genealogia fisionomica della sua antica e nobile stirpe normanna.Ufficiale del regno di Napoli,era rimasto estraneo ai venti di novità della carboneria ed all'avvento del nuovo Regno d'Italia,dei Savoia,la sua fede restava salda alla parola data,ancorata ai saldi pilastri di onestà e coerenza della sua stessa natura.Realista,non poteva dimentcare,nè abiurare al giuramento dato,il suo onore lo imponeva.Ora che i Borboni erano in esilio,per i nuovi governanti era un fuorilegge,amico di briganti poichè tesseva contatti con le bande del brigantaggio in Puglia,nell'estremo ed effimero tentativo di riportare il Re al potere.Questa era la sua situazione quando bussò nella freddissima notte di dicembre al portone del palazzo dei D'Aloe e nell'abbraccio della fantesca ritrovava il calore della famiglia e dietro di lei il viso amato di Donna Ines.
2o frammento di un RomanzoAll'alba,ogni risveglio gli procurava una rinnovata gioia,rinato per una nuova avventura che si sarebbe conclusa,con le prime ombre della sera nei sogni.Lo soddisfaceva la piena consapevolezza di sentirsi vivo,di essere sempre se stesso,di rubare ad ogni giorno uno stimolo,una nota,un'emozione che si aggiungeva con gl'anni ad un bagaglio interiore.In quell'ora della sera,quando i sensi si affinano in languide melanconie,Vincenzo ricercava oltre la vetrata di una finestra del palazzo,tra i riflessi del tramonto quella figura di donna ormai familiare ad oniriche intime emozioni.Così si lasciava trasportare da un flusso di vivide sensazioni interiori sicchè il suo canto diveniva un dialogo per una interlocutrice lontana.Più tardi,dopo una cena frugale,saliva al piano nobile per discutere con i famigli i lavori del giorno seguente nella convinzione di vedere lei,di averla sua in quel vetusto eremo,accontentandosi d'altro canto di intravederne soltanto la sua figura.
Frammento di un RomanzoCome ogni giorno Donna Ines inizia la sua vita eguale,tra quelle mura familiari,lontana dalla momdanità frivola,nel suo mondo ricco, nella sua scandita ritualità,dell'essenza serena delle piccole cose,di quel microcosmo piccolo ma limpido come l'azzurro del cielo,pregno come il turchese del mare vicino,dolce come l'alba che dipinge di rosa i cirri.Non più giovanissima,come una rosa nel suo massimo fulgore la si vorrebbe preservare dal fatale declino,così lei era nella sua pienezza di donna.Affacciata ad una delle tre terrazze,racchiusa tra i tetti,da cui si può ammirare l'ampia ,sterminata pianura ,interrotta da basse e tozze collinette,respira l'aria tersa,densa di umori,di lontani aromi che il vento riporta dalle vallate,dalle macchie di lavanda e sente intensamente la sua femminilità,nella sua interezza, estaticamente esaltata,come poche volte le accadeva,unitamente ad intenso desiderio di donarsi,di offrirsi ad intimi sogni.Giù,quel gruppo di case arrocate allo svettante campanile le appare come un presepe,immerso nel silente biancore della neve,illuminate dalle prime luci dell'alba,che s'insinuano tra le viuzze ancor buie,mentre i lumi dietro le finestre si spengono via via all'ultime dolci intimità.
SensazioniNel meriggio che dolcemente si fa sera ed il sole s'immerge incendiando il mare,mi ritrovo ad oziare nelle viuzze pregne di spezie ed umori,tra il cicaleggio di gochi infantili.Luci s'accendono alle finestre inghirlandate da collane d'aglio,come esorcismi contro gl'ignoto che vaga per l'aria,al di fuori,braccato da secoli di atavica superstizione.La notte come un sudario merlettato affonda le sue pieghe sulle case di mattoni e pietre sconnesse,artigliando, con la bruma che sale, le utime incerte figure,gli spigoli,l'acciottolato e la mente va a lontane memorie,a fuochi che s'accendevano sulla collina e pianori tra le stoppie sferzate dal favonio,divampando,artigliando l'arida radura,incendiando il cielo nella calura irrespirabile e lontano le prime lampare lentamente prendevano il largo.E pian piano s'allungano le ombre della notte,mentre la luna s'eleva sul mare,abbrunando i canaloni d'arenaria,argentando le cime dei pini marittimi lungo i declivi,mentre le stoppie sbuffano le ultime lingue di fuoco.Alta è ormai nel vuoto catino d'un cielo di palpitanti stelle,schiarendo le ombre delle piccole case,biance di calce,che s'avviluppano fra loro attorno alla seicentesca chiesa ortodossa,in un gioco di finestre,arcate,lampioni,inferriate,in una spirale di fioche luci,di sbalzi di terrazze che s'aggettano nel vuoto del pianoro,di tenui colori pastello verso lo svettante campanile e la torre adiacente e tutto s'adombra di languida malinconia. Remember...old timeIn un viottolo oscuro,di ciottoli viscidi di pioggia,tra rigagnoli e pozzanghere,una piccola figura avanza a rapidi passi irregolari verso un fatiscente palazzo,che s’erge possente fra le basse casupole bianche di calce.Nell’aria tagliente s’effonde il profumo aspro dei ceppi di alloro,di pino frammisto all’odore dolciastro di intonachi marcescenti,di rosmarino e salsedine.Il cielo bigio si và schiarendo verso il mare,spumeggiante e corrucciato e dalla terrazza di tufo s’aprono,nel chiarore di questo pomeriggio d’autunno, colline e pianori.Qualche passero radente sfreccia nel silenzio,uno scalpiccio di zoccoli sul selciato sdrucciolevole,un fischio lontano nella radura si perde nell’eco,una fioca luce di candela su una piccola finestra,mentre melanconica s’alza una voce,un canto triste che rompe il silente meriggio.Nella buia stanzetta di un basso,scoppietta un azzurrognolo e fumoso fuoco di truccioli sotto un barattolo di pece, sull’incudine picchia monotono,sordo,tra schizzi di scintille il maglio e dietro un vetro rotto,polveroso, un viso scavato da rughe mi segue senza espresione.Oltre l’angolo un vecchio portone intarsiato dalle intemperie,si dischiude nell’oscurità di un’umida,ampia entrata di pietra ad una rampa di scale che s’inerpica tra gl’archi nella semioscurità rappresa di umori,e dai colpi del battocchio affiorano presenze di chi un dì m’ha preceduto ed ora,come ieri,m’attende.
Una notte di luna pienaLa luna trasluce, al di là dei vetri,sugl'irti sentieri,stagliando le ombre in molteplici sfaccettature,argentando le chiome degl'alberi di tenue fosforescenza,e sfavilla su mille lucciole di brina.Reminiscenti precognizioni vagano per l'aria immota,densa di pregne e speziate essenze,permeando la mia pelle di ataviche sensazioni,di precognitive intuizioni,presenze all'unisono con la mia anima.Sale lenta sulla pianura e s'insinua diseguale tra gl'angoli corrosi delle case,sul selciato sconnesso delle viuzze immerse nel silenzio della notte,tra i cespugli profumati di rosmarino,nelle fratture del vallone di pietra arenaria,la nebbia, greve avviluppando ogni forma,penetrando ogni recesso,compattando questo vacuo mondo irreale,come un sudario lattiginoso.Fredde le prime gocce di pioggia cadono dissonanti sulle foglie e sui vetri come un pianto. A summerSull’ampia,silenziosa,soleggiata terrazza,incavata fra un mare di tetti rotti,mi lascio scivolar via, nell’incanto dell’aria sonnolenta di un meriggio d’estate,ad emozioni dense,intense come il profumo sensuale delle rose in decomposizione che sale a fiotti dal giardino,frammisto di salso sulla mia pelle.Languidamente inseguo i miei pensieri che evaporano nell’indaco del cielo,e mi dissolvo nell’essenza pregnante di questo attimo che nel presente rievoca antichi sogni,precorrendo spazi di eteree dimensioni per introflettersi poi nella linerità dello stato attuale.Sul cotto di vecchi,consunti mattoni,rosi da soffocanti calure e sferzanti gelate,percepisco il calore che penetra il mio corpo,in intime emozioni,librandosi poi per l’aria,satura di aromi e spezie,come il volo diseguale di una solitaria rondine,che ora sfreccia via dal mio sguardo,dietro la torre saracena.In questa continua,languida alternanza fluttua il mio io,cullandosi di sensuali mollezze,fino a non discernere più l’essere presente,in un domani già ieri.Affondo nel dubbio di inquetanti presagi,di dolci abbandoni d’oblio,di antiche passioni e nel battito di ciglia,che s’aprono al riverbero del sole,svanisce il sogno,mentre attonito mi ritrovo solo in una terrazza sperduta tra i tetti.Risento allora il sommesso cicaleggio che sale dalle viuzze ad interrompere le mie sconnesse,sfilacciate e languide fantasie,riportandomi alla realtà di questo meriggio d’estate che lentamente si fà sera.Lontano,laggiù le prime lampare vanno al largo,scivolando sonnacchiose sull’onda,ed a nord fuochi s’accendono per la calura,arrossendo l’orizzonte che dolcemente s’abbrunisce .
RintocchiRintocchi lontani,ovattati, fra scrosci di pioggia sferzante,nel silenzio di questo grigio mattino d'autunno.
Nella stanza buia e fredda,solo fantasmi notturni,con il sapore amaro del risveglio,svaniscono nella realtà dura,eguale del giorno che s'apre.
Riprendo a vagare con la mente nei sogni,che dolci e langudi si dissolvono tra le ciglia e s'involano oltre il soffitto.
Mi lascio cullare da questi lenti rintocchi,aggrappandomi a fluttuanti farfalle che fuggono verso storie lontane.
Colline di arenaria,biondi pianori di grano,macchie svettanti di pini,fioche luci di lampioni che si spengono via via lungo le strette viuzze,riflettendo arcobaleni sul selciato imperlato di pioggia.
A historyA dreamUn enorme e tozzo palazzo decadente,ove il buio di antichi presagi,di fugaci,eteree presenze, è interrotto, a tratti,da fasci di luce che accendono visi di antichi dipinti nell'aria greve di esotici profumi,di decadenza,come nebbia che ammorba le infinite stanze,enormi e desolate cripte.D'incanto rivedo un fanciullo,con i suoi tristi occhi neri, frugare tra polverosi libri sdruciti,consunti,assorto in un magico gioco, nella ricerca di memorie stralciate di vita,di storie sopite nella polvere dell'oblio,mentre lenta scivola via la sabbia dalla clessidra del tempo.Solenne avanza una figura senile mentre una voce dolcissima percorre quegli spazi infiniti.I loro occhi s'incontrano e di schianto mi ritrovo solo,con un vecchio manoscritto fra le mani,mentre soffio dalle pagine ingiallite una nuvola di polvere che evapora nel chiarore incerto dell'alba.
My lifeMemory a time far awayVirginiaCi conoscevamo ancor prima d'incontrarci,un filo invisibile univa già le nostre anime e sintonizzati captiamo l'un l'altro i più intimi pensieri.Come l'arco sà quale nota trarre dalle corde previeni,con uno sguardo,ciò che le mie labbra stanno per pronunciare e la mia estrema sensibilità s'acconcia, nella tensione, alla tua intuizione.Ed ecco percepisco compiutamente l'essere parte integrante dell'immenso accordo,come una rosa che dischiude i suoi petali al primo tepore,la mia anima s'apre impudicamente virginale.Incontro armonioso,totale,come due gocce d'acqua che si fondono a terra in un unico elemento,che le univa in cielo,affinchè il tutto si ricomponga nell'ordine immutabile dell'Uno. |
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22 hours ago
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°. Rosy .°wrote:
![]() ![]() Un bacio.
Rosy
2 days ago
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June 24
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June 19
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Lilith Erzsébetwrote:
“ I have dreamed of you so much that you are no longer real. I have dreamed of you so much that my arms, grown used to being crossed on my O scales of feeling. I have dreamed of you so much that surely there is no more time for me to wake up. I have dreamed of you so much, have walked so much, talked so much, slept so much by Robert Desnos, I Have Dreamed of You so Much Wish you a Beautiful Evening Francesco
June 7
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May 29
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May 28
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Lilith Erzsébetwrote:
The Temptation of Sir Percival by Arthur Hacker ♦ ♦ ♦ "Passion, it lies in all of us, sleeping... waiting... and though unwanted... unbidden... it will stir... open its jaws and howl. ♦ ♦ ♦ Have a Beautiful Evening & Night
May 28
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May 26
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May 25
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May 24
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May 23
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Lilith Erzsébetwrote:
“Last night I dreamt of you by Renu Rakheja (a.k.a Tranquil Ocean)
Have a Beautiful Weekend
May 23
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May 22
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LULUASOL♥۩♥ ♥ 2 ♥wrote:
Cada estrela, Guardiã de um sonho. Each star, Guardian of a dream
May 22
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Lilith Erzsébetwrote:
Do I love you because you're beautiful, Do I want you because you're wonderful, ~Rodgers and Hammerstein Have a Beautiful Week
May 20
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LULUASOL♥۩♥ ♥ 2 ♥wrote:
Meu amigo virtual é diferente My virtual friend is different
May 18
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Lilith Erzsébetwrote:
May 16
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LULUASOL♥۩♥ ♥ 2 ♥wrote:
![]() ![]() Te encontro I find you
May 15
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°. Rosy .°wrote:
May 15
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STELLA MARIS S.-wrote:
May 3
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Hoy soy esa brisa fresca, que envuelve tus pensamientos. Aliviando con ternura, todos tus malos momentos.
Hoy soy un susurro suave, cargado de sentimientos, que intenta que cada instante, sea el tiempo más perfecto.
Hoy soy un viento agradable, que quiere darte consuelo, si sientes que ya no puedes, si piensas que estás muy solo.
Hoy soy un pañuelo grande, donde descargues tus miedos. Para que tu alma se aliente, y puedas lograr tus sueños.
"Feliz fin de semana con todo mi cariño"
-Melancolía-
Apr. 24
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Emanuela .wrote:
Apr. 22
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Sentieridelcuore Vitowrote:
Apr. 21
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Lilith Erzsébetwrote:
Ophelia by Alexandre Cabanel
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Ophélie by Arthur Rimbaud
I
On the calm black water where the stars are sleeping
White Ophelia floats like a great lily; Floats very slowly, lying in her long veils... - In the far-off woods you can hear them sound the mort. For more than a thousand years sad Ophelia Has passed, a white phantom, down the long black river. For more than a thousand years her sweet madness Has murmured its ballad to the evening breeze. The wind kisses her breasts and unfolds in a wreath Her great veils rising and falling with the waters; The shivering willows weep on her shoulder, The rushes lean over her wide, dreaming brow. The ruffled water-lilies are sighing around her; At times she rouses, in a slumbering alder, Some nest from which escapes a small rustle of wings; - A mysterious anthem falls from the golden stars. II
O pale Ophelia! beautiful as snow!
Yes child, you died, carried off by a river! - It was the winds descending from the great mountains of Norway That spoke to you in low voices of better freedom. It was a breath of wind, that, twisting your great hair, Brought strange rumors to your dreaming mind; It was your heart listening to the song of Nature In the groans of the tree and the sighs of the nights; It was the voice of mad seas, the great roar, That shattered your child's heart, too human and too soft; It was a handsome pale knight, a poor madman Who one April morning sate mute at your knees! Heaven! Love! Freedom! What a dream, oh poor crazed Girl! You melted to him as snow does to a fire; Your great visions strangled your words - And fearful Infinity terrified your blue eye! III
- And the poet says that by starlight
You come seeking, in the night, the flowers that you picked And that he has seen on the water, lying in her long veils White Ophelia floating, like a great lily. Arthur Rimbaud, Ophélie, translated by Oliver Bernard
Apr. 14
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